martedì 15 gennaio 2008


tremolante linea scura
che mi affascini ad ogni tocco
come fai su piano e carta
ad assorbire il mio angosciare

cara dolce traccia inchiostro
che ti sposi a matita
quale incantesimo ha fatto al mio spirito
quale musica allieta il mio cuore

sei la sirena danzante al largo del mio sognare

Sensazione






scorre lenta solcante agghiacciante
rovinosa invasione apprende su pareti di carne
porgo l'altra guancia alla mia arma
colpisa più forte il colpo nuovo in canna
con polvere esplosiva di colori arcobaleno
lanci del suo sbuffo il botto
in un suono pieno

delle temperature grige come il cielo
piangendo prigioniero

Gioco

Immaginare con mente
rime diverse da parole narrate
per poter assordare tanta gente
con sibilii di fantasia a cascate

colma non più della solita corrente
ma di unghie sul muro mangiate
nell'atto di striderle per sentire più forte
fino a che punto si prova del male

Oasi di deserto in foreste rigogliose
di piante parassite
di erbe velenose
in cui sdraiarsi per cuocere al sole assassino
lenitore del resto, del male sul palmo dal troppo cammino

tagliante rimpianto

Mi rappresento

come un salto, un balzo fuori da un mare putrido,
prender aria a pieni polmoni
allargando le spalle
fino ad averne per una vita
poi di nuovo giù
nell'olio che viscido mi risucchia
l'immagine
il pensiero
di me in un anno

Digrigno

e dilatando le narici
in sbuffate di polvere e nebbia
nello strizzare dell'occhio della luna dietro quel vapore denso
si leggono i passi tuoi nella sabbia
ed i tuoi occhi rifelettevano il mare
ed io che pensavo
che si
mi amavi
come nello stringere la mano in ogni momento
alla tua, ora svanita
se non il taglio freddo
che mi stringe, mi copre
mi ammala

Mademoiselle Angoisse

Come esprimere
conoscenza di un sentimento
conoscenza di vibrazione
senza conoscere
lo sguardo di chi me la impone

tortura

e martire crocifiggo il sentimento
cicatrizzo chiodi reali
leghe di rancori e orribili rumori
abbracciato ad un tronco levigato dalla pioggia
copiosa
torrenziale
devastante
nascere da sorgenti in petto
come bimbi dispettosi
punzecchianti palloncini d'acqua

come posso sputarti in faccia
quella terra rossa sangue
quella sabbia che impasta la lacrima in sogno

e immagino di farmi vapore
non aria
saltellante dall'incisione a fuoco
incandescente
provocare urlo

e ridi
Venere

ridi

e del solleticare folle
fanne gioco e tempo

follia ci accomuna allora
follia ci addolora

e se l'odio che osserva il tuo viso
guardandoti allo specchio

stringe forte i denti
e il fragore di meninge

sai
come sono
e so
come sei.

notte

Uff, sono martellanti i beatles a quest'ora, vinicio invece saltella cazzo.
Immaginavo situazioni assurde.
"u lai lai mia signorina..."
"che fosse l'amooour, un sasso nella scarpa..."
questa poi
hahaha
c'è gente che è proprio capace di fare il suo cazzo di lavoro.
Per gli altri, bravi, bravi cià cià
Cavolo c'era una zanzara in camera mia.
una zanzara
non per il fatto che mi avesse punto
no
ma cazzo
allora cos faccio, cerco la fonte
l'acqua
qualsiasi cosa cazzo
già il fatto della mia stanza totalmente capovolta nella povere, ma d'acqua non ce n'era
no
giuro
cioccolato
c'è un chilo di cioccolato, oltre che certe prelibatezze di sfizzera da cari ma il kg di nutellozza presa in delirio post fumata, che ad aprirla ti passa la fame cazzo, poi dopo averci pucciato ogni tipo di pane, dai biscotti ai carcker, sembra un oceano di merda con tante barchette marroncine che naufragano.
cristo.
La stufetta elettrica che consuma come un treno è perennemente accesa
una larva
poi crollo in stasi immaginaria e fisso l'angolo opposto e comincio a realizzarmi in spori di vita diversi
In ogni caso
niente
d'acqua neanche l'ombra
credo in forze soprannaturali
le zanzare come alieni

il formicolio alle braccia aumenta
arriva la sensazione che ogni notte mi accompagna

penso