lunedì 31 maggio 2010

abbandono

nell'atto del protendere non un braccio ma l'anima tutta
in quel gesto tra partenza ed arrivo
sono state le mie di mani a tremare
dando alle dita spazio per debolezze
e silenzi
e provocazioni
e principi di nulla di forma immensa, pesante
le spalle a seguire quell'ossessione tremolante
la schiena
le gambe
tutto

ed occhio fisso, sul tuo corpo nudo
che cadendo nell'ombra implorava il suo sole
che spezzandosi sotto i colpi delle tue lacrime
come dal buio è venuto
nel buio mi ha lasciato

immensamente maledico
la mia lingua muta
e il mio groppo bastardo

per quell'amaro che mi macchia il giorno
per quella rabbia che mi contorce la notte

non posso continuare

mercoledì 12 maggio 2010

un istante
due passi d'asfalto
ed acqua nelle scarpe, intriso, tremando.

Ero sopra quelle nuvole
mentre le gambe portavano il resto



lunedì 3 maggio 2010

.

E' inevitabile pensarci
come un orologio pensa al secondo
resta il tono di una macchia sul foglio
il palmo sporco di matita
un gran bel disegno

resta tutto quello che era sentire
che era bisogno


domenica 2 maggio 2010

E piove, poi, in questo modo.
E quando piove mi sento bagnato.
E' come se il mondo riproducesse in stereo l'identica sensazione che mi picchietta la testa.
Poi ci si prova a non farci caso.
Ma se piove, anche.
Ora.