nell'atto del protendere non un braccio ma l'anima tutta
in quel gesto tra partenza ed arrivo
sono state le mie di mani a tremare
dando alle dita spazio per debolezze
e silenzi
e provocazioni
e principi di nulla di forma immensa, pesante
le spalle a seguire quell'ossessione tremolante
la schiena
le gambe
tutto
ed occhio fisso, sul tuo corpo nudo
che cadendo nell'ombra implorava il suo sole
che spezzandosi sotto i colpi delle tue lacrime
come dal buio è venuto
nel buio mi ha lasciato
immensamente maledico
la mia lingua muta
e il mio groppo bastardo
per quell'amaro che mi macchia il giorno
per quella rabbia che mi contorce la notte
non posso continuare
lunedì 31 maggio 2010
mercoledì 12 maggio 2010
lunedì 3 maggio 2010
.
E' inevitabile pensarci
come un orologio pensa al secondo
resta il tono di una macchia sul foglio
il palmo sporco di matita
un gran bel disegno
resta tutto quello che era sentire
che era bisogno
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