mercoledì 2 novembre 2011

giacomodaniele

ginocchia al vento

sotto il taglio scuro di una gonna arruffata

un sorriso incauto

su spalle di fata

ho perso l'orizzonte dietro la linea del tuo mignolo destro

ascoltando la pelle come un campo di grano

mentre saltavi distratta tra i miei battiti incerti

lanciando sassi dientro a singhiozzi di rabbia

come un cane che abbaia alla sua ombra

domenica 16 ottobre 2011

,

poi guardi e vedi che non è cambiato nulla.

lo stesso spirito, la stessa fòlla.

non è il respiro d'aria fèrma

e neanche i gesti che leggi come fasùlli

è la rabbia che annulla ogni rispetto

da cambiar rispetto in assenza

non ti voglio, e sei sempre appèsa

ad un bordo di sorriso, ad una mano tesa.

io ti odio, e per questo vivi.

così son come il formicolìo delle dita e il battere sincero di un occhio al vento,

uno starnùto.

nulla.

come questa luna maledetta, con il suo rancore di sole e le urla fredde.

come l'ebbrezza storta ad annientàr il peso di un respiro

come il mio sguardo spento

sul tuo occhio oceano

sulle tue spalle calde

sulle linee sacre che dàn forma al tuo ego.

giovedì 14 luglio 2011

no.

ero seduto nell'angolo della stanza, l'aria calda faceva le fusa dietro le mie orecchie, tra una goccia di sudore e quel taglio di luce gialla sul tuo fianco.
com'ero stanco.
l'incrocio della visuale tra il colore del tuo sguardo, di terra e pietre arancio.
arrabbiato.
"gettar acqua sul fuoco, come fosse un malanno.
gettar sangue su uno specchio, come fosse un ingànno."
da quel punto potevo osservare la parete della stanza accanto. azzurro con vecchi segni d'umidità e dita.
il suono della persiana.
il tuo bacino incanto.