"dicevamo"
"nulla, non dicevamo nulla"
"il cazzo, nulla. prendi questi."
no, non l'ha fatto. si.
risedendosi, appoggia una banconota da cento euro sul tavolo.
arriva la cameriera. fissa la banconota, appoggia la birra, fa per prenderla.
"che cazzo fai"
l'immagine poi era surreale. l'immagine.
il colletto bianco di plastica era visibilissimo. d'atronde. senza quello poteva sembrare anche un qualunque uomo di mezza età con lo sguardo violento e un debole per le camice nere.
"mi scusi, credevo li avesse appoggiati per pagare.."
lei era intimorìta.
metto la mano sul braccio del parroco.
"non mi sembra il caso di parlare in questo modo"
" e chi cazzo è il prete qui, franz?!"
chiude gli occhi, sospira, li apre fissando la poverétta.
"non sono per pagare, pago dopo, tieni quelle cazzo di mani al tuo posto, signorina, lo dice anche la bibbia"
spiazzànte.
lei si ritira insicura se esprimere rabbia, o almeno vergogna, o se mettersi a piangere, paralizzata in una smorfia sottile e pesantìssima.
"così però no, veramente"
"mh, si, ascoltami invece. questi sono tuoi."
"ma non mi servono cento fottutissimi euro, Albert, perchè mi stai dando questi cazzo di soldi?!"
"sono per la puttana. con questi, amico mio, ti ci paghi una che ti fa stendere il cervello per qualche ora. cosi domani in questa identica situazione eviti di smaronàrmi con le tue ossessiòni affèttive, che non fanno che affèttare i maroni a me, e nulla a te, che resterèsti lì, come ora, a fissarmi con una faccia da culo che ti giuro se non la cambi ti prendo a calci."
è sempre stato così, non mi stupiva il tono.
ma il gesto non me lo aspettàvo, lo giuro.
Non avevo mai avuto a che fare con una situazione del genere. e pensandoci non avevo mai parlato con lui di argomenti del genere. con nessuno. ma con lui poi.
aveva passato anni a insultarmi seduto al tavolo dell'oratorio, invitandomi in chiesa.
"vieni e parliamo, cristo! invece di fare il poeta maledetto del cazzo! così mi racconti come stai, non ti chiedo di confessàrti, lo facessi, cazzo lo facessi giuro sul signore che è mio amico che domani faccio messa ubriaco!"