"l'evoluzione obbliga al cambiamento, e mai nessun cambiamento ha portato ad evoluzione se era guidato dalla paura.
almeno, parlo per esperienza personale, poi tu magari cacandoti addosso ti sei sentito felice, o hai ottenuto un lavoro che ti rendesse soddisfatto, hai amato magari, non so.
a me piace l'idea che le cose belle si fanno se s'ha qualche cosa di bello, e per cose non intendo "cose".
la paura può servire per dare forma ad un pensiero, una considerazione, che deve necessariamente soddisfare la necessità di coraggio che appunto nasce per estinguerla. rasserenare l'animo.
tu di fronte ad un orizzonte, un cielo di nuvole immense, gocce formose di rossi, il grigio che sa di luce come di lampadina usurata, fiamme orizzontali di centinaia di metri ad altezze che inciampano piovendo a macchie, fredde come certi baci che ho ricevuto, io, e dato.
tu insomma sei li e uno che passa, uno che non serve pensare chi è, ti invita a spennellarle via tutte con il movimento della mano.
fai aria, dice, muovi le mani come un ventaglio.
prova tu pezzo di merda. per chi cazzo m'hai preso.
quando inizi a prendere a testale il povero pirla però ti accorgi che lo fai perché hai paura.
allora pensi che invece puoi farlo.
io mi sono cacato addosso spesso. ho anche amato, cacandomi addosso di non essere amato, e non era amore. ho anche lavorato, cacandomi addosso di non riuscire a lavorare, e ho lavorato male. mi son cacato addosso di non riuscire a cogliere della felicità, e non l'ho colta. però questo è un ragionamento.
rasserenare l'animo.
e tu non ti stai affatto cacando addosso."
u
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