certo che il gelsomino, da compagno di buon giorno è diventato un ossessione. nonostante sia un sostenitore di quel profumo, ora lo reputo insopportabile.
palesemente buono.
mi arrampico sulla sedia per far vibrare costantemente le ginocchia sotto il tavolo.
chiudi gli occhi per favore. non voglio altro. poi nel buio si pensa meglio. se non si vuol pensar alla luce.
pregandomi come devoto. ogni notte. è questo il consiglio che mi sono dato.
piegandomi ogni notte. come devoto.
ciao.
ciao.
ma tu non hai mai la sensazione che quello che magari in questo momento stai pensando non possa essere espresso se non direttamente e unicamente alla persona che scatena quel pensiero, o che da quel pensiero ti appare.?.
sennò perderebbe il significato. o si accetta che venga rielaborato per la sola necessità di arrivare ad esprimerlo a quella persona.
poter conlcudere le proprie intenzioni.
a cosa pensi?
ci sono quelle sospensioni. tu sei quella sospensione. poi si ordinano in abitacoli. catalogate. e ogni sospensione richiede il suo tempo. sospeso. e il suo peso. sospeso.
l'equilibrio. sospeso.
ma se di equilibrio non si tratta. cosa comporta questa sospensione. me lo dici? nella permanente consapevolezza che è molto meglio rendersi fieri di sospendere il caos piuttosto che la quiete. dando un peso ad un elemento piuttosto che all'altro.
catalogando in scala di valori il caos e la quiete? si
vai in bicicletta? si
dico, ci vai bene, sciolto.
si
ecco, e come ci vai.
come, come ci vado, ci vado, pedalo.
esatto, pedali, tieni il manubrio e pedali. quello è un equilibrio.
mh.
eppure quando eri ragazzetto. ma anche ora. insomma. non ti senti più forte, quando pedali senza mani?
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