lunedì 1 marzo 2010

Becco rosso

Il sole mi infastidiva gli occhi, ma il piacere di restar seduto con il suo tepore mi obbligava a non muovermi.
Alla fine l'aspettativa è la cosa che ci porta via più energie, voglia, umori, e allo stesso tempo li determina.
La svolta l'ho notata quando un merlo mi si è posato accanto, sul prato. Saltellava e mi seguiva con lo sguardo.
Mio nonno raccontava che se un merlo vive nel tuo giardino, quel merlo è un tuo antenato che ti protegge. Io porto questo ricordo ogni volta che scopro un nuovo nido, sul glicine, o tra i rami profumati di un abete.
Alla fine non ho mai conosciuto mio nonno, ma l'idea era quella simile ad un capo indiano.

Sento miagolare.
Sul davanzale della finestra la gatta di mio fratello, Martina, puntava il volatile con una curiosità estrema.
Ballava lungo la finestra sporgendosi sul bordo, raccoglieva potenza sulla gambe come se preparasse un salto che da li al merlo sarà stato di 5/6metri, si ricomponeva seduta, e riprendeva con l'esplosione di frenesia.

Il mio desiderio era d'esser nulla.
Le mie mani erano prato.
La mia testa una stanza senza muri, sbattuta da folate di vento, e nuvole.

Sulla linea delle nuvole ho sognato.






1.3.10

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